Africa nel cuore.

Spesso riaffiorano i ricordi di quei momenti, i ricordi dei due viaggi in terra africana. Sono ricordi che saltano nella mente prepotentemente, senza preavviso. Sono ricordi duri e difficili da dimenticare, ricordi che fanno bene al cuore.

Ci sono momenti in cui questi ricordi mi rendono la persona più forte e felice del mondo, altri, invece, che mi rendono triste e malinconica.

Ci sono emozioni vissute nella mia Africa che ancora oggi, a distanza di cinque e due anni, stento ancora a raccontare e realizzare; emozioni inspiegabili, mai vissute prima se non in terra africana.

Ci sono momenti in cui vivo ancora una volta tutte l’esperienze vissute in Africa, quei momenti in cui mi basta chiudere gli occhi e rivedermi tra le strade di Muyeye.

Mi basta per qualche istante chiudere gli occhi e camminare tra le così dette “strade” del mio villaggio, sentire l’odore di cocco, pesce fritto e frutta. Mi bastano pochi secondi e mi sento stringere le mani da piccoli esserini dagli occhi profondi,basta stringere un pugno e sentire le loro mani nelle mie, mani da proteggere, mani che non vogliono essere lasciate sole, mani che cercano amore e affetto. Mi basta così poco per sentire la loro dolce voce che mi chiama o che mi canta una canzone; mi basta poco per rivedere i loro sorrisi, sorrisi che ti scaldano l’anima,sorrisi che ti fanno dimenticare i brutti pensieri, sorrisi che mi rendono la ventenne più felice sulla faccia della terra.

Ci sono momenti in cui mi rivedo tra le stanze del Maternity a correre per prendere i medicinali dei bambini e delle mamme; mi rivedo mentre sorrido e cerco di far sorridere i neonati che non hanno intenzione di prendersi un po’ di sciroppo; mi rivedo mentre prendo tra le mie braccia ogni bimbo e lo porto a pesare, un po’ con timore di potergli fare del male e un po’ con la gioia di sentirmi utile in questo mondo.

Ci sono momenti in cui mi rivedo sulla spiaggia ad osservare il meraviglioso Oceano Indiano, mi incanto ad osservare la vastità e la magnificenza dell’acqua blu mista ad un verde chiaro; rimango qualche minuto ad osservare la sabbia sotto i miei piedi e sento il calore di quel sole che mi entra nella pelle e mi rendo più calda, mi fa sentire rilassata.

Ci sono momenti in cui mi fermo ad osservare quello che è ormai il mio fratellino, un fratello che vive a troppi chilometri di distanza da me, un fratello che però è parte integrante della famiglia. Mi ritrovo a guardarlo con stupore e mi rendo conto di quanto tempo è passato dalla mia prima volta che l’ho conosciuto; lo guardo e mi rendo conto che ha ancora tutta la vita davanti e prego ogni giorno che la sua vita possa essere delle migliori. Mi auguro sempre che possa inseguire il suo più grande sogno, anche se la scuola non gli piace e si ritrova con una C in inglese. Spero per lui in una vita fantastica, una vita in cui ho l’onore di esserci, una vita in cui lui sa che dall’altra parte del mondo ha una famiglia pronto ad accoglierlo ed amarlo.

Ci sono momenti in cui il mio unico desiderio è essere in Africa, nella mia casa. Quel momento in cui vorrei scappare dalla mia routine giornaliera e prendere il primo aereo con direzione Kenya. Quel momento un cui mi sento la persona più fragile del mondo,perché realizzo che ciò che più cerco dalla mia vita, è a 9024 km da me.11174794_865569440169836_6650851002046307319_n

 

 

 

I sintomi della felicità

Mi sono sempre chiesta cosa fosse e dove trovare la felicità.

Si leggono spesso testi, pensieri e frasi su cosa sia la felicità, c’è chi dice che sia soggettiva, c’è chi dice che la si vive poche volte nella vita e c’è invece, chi dice che la felicità si può trovare in ogni angolo del mondo, basta osservare meglio ciò che ci circonda.

Ho pensato tanto alla domanda fatidica: ma cos’è per te la felicità?! e dopo tanto posso dire che, per me, la felicità è davvero nelle piccole cose.

La felicità è vedere il mio cane allegro e festoso dopo un’intera giornata fuori casa;

la felicità è abbracciare mia mamma prima di andare a letto e ricevere un messaggio di buongiorno speciale da mio padre, perché raramente riusciamo a vederci la mattina;

la felicità è sapere che avrò per il resto dei miei giorni mia sorella al mio fianco, sapere che qualsiasi cosa accada, lei ci sarà;

la felicità è il volto dei bambini sorridenti che incontro puntualmente in treno mentre vado all’università, guardarli mi mette sempre di buon umore;

la felicità è vedere anziani che passeggiando si tengono per mano, l’uno sorregge l’altro;

la felicità è stringere, a prima mattina, i miei amici dell’università;

la felicità è una di quelle serate particolari in cui bevo un po’ troppo e ho la mente libera da ogni pensiero e faccio cazzate che poi il giorno dopo nemmeno ricordo;

la felicità è vedere lo sguardo delle mie cugine quando stiamo insieme; la felicità è vedere riunita tutta la famiglia a Natale, vedere lacrime e sorrisi nel volto dei miei familiari, è vedere tutto il cibo sulla tavola imbandita;

la felicità è scoprire nuovi luoghi mai visitati;

la felicità è quando vado in Kenya e mi sento realmente a casa;

la felicità è riposarsi dopo una giornata infinita;

la felicità è vedere il tuo sorriso;

la felicità è perdermi nei tuoi occhi blu che mi mandano in confusione ogni volta che li osservo;

la felicità è il periodo natalizio che io amo particolarmente.

La felicità, se pur passeggera, è quando passo del tempo con te, quando ci abbracciamo, quando mi sorridi improvvisamente, quando mi baci, quando ti riempio di morsi, quando dormiamo insieme, quando mi scaldi il cuore, quando cuciniamo insieme, quando mi dai mille baci sulla fronte, quando mi prendi in giro, quando ridi del mio essere piccola, quando mi prendi in giro se ti dico che ridi sempre, quando improvvisamente decidi di scattarci una foto insieme, quando mi dici determinate cose, quando sei delicato con me. La mia felicità sei anche tu, tu che sei così complicato, pragmatico ed in non solo non ti capirò mai, ma io non ti avrò mai realmente solo per me.

 

Insomma, posso dire che la felicità è in ogni giorno della mia vita, anche se non sempre gira come avevo previsto. Penso che ci saranno giorni duri, giornate in cui vorrei essere da sola e non pensare a nulla, giornate in cui tutto va storto, ma mi basta pensare a quello che mi rende felice e tutto gira nel verso giusto.

 

Riflettere  sulla vita

Oggi ho avuto il coraggio di sedermi, prendere carta e penna, e ricominciare a scrivere.

Ricominciare a mettere nero su bianco il flusso dei miei pensieri, il caos delle mie emozioni e tutti gli eventi che mi hanno cambiato in questo periodo. 

Finalmente ho avuto il coraggio di fare i conti con la mia vita e con la moltitudine di cambiamenti che ho vissuto negli ultimi mesi; quante cose si sono susseguite senza io che me ne rendessi conto! 

Ci sono stati momenti in cui ho avuto la sensazione di non godermi la vita, attimi in cui mi sono resa conto che la mia vita stava scorrendo velocemente ed io non ero la protagonista, ma solamente una spettatrice. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto mollare tutto credendo di non avere la forza per combattere e far valere me stessa, altri, invece, in cui ho avuto una forza immane per vivere appieno tutte le avventure degli ultimi mesi. Momenti in cui non mi sentivo all’altezza delle prove da superare, non mi sentivo all’altezza delle situazioni.

Molte volte mi sono sentita un pesce fuor d’acqua, inadatta, soprattutto quando mi sono dovuta rapportare con nuove persone, nuove conoscenze.

Giorni in cui mi sono sentita sola, abbandonata, altri in cui mi sono sentita amata e accettata da tutti.

Spesso, buffamente, penso la mia vita ed io stessa soffriamo di bipolarità, infondo ogni giorno vivo tremila emozioni insieme, se un momento mi sento felice da far schifo, l’attimo dopo sto male come non mai. 

La mia vita oscilla tra il paradiso e l’inferno, due mondi così diversi, spettacolari e spaventasi.

Io sono il paradiso e l’inferno.